ALITOSI

24 Feb 2009  

a cura di Severina Cantaroni

È bella, bionda, con una linea da far invidia. Professione: giornalista. La telecamera la coglie al lavoro proprio mentre intervista un campione di Formula Uno. I due sono vicinissimi quando lei, improvvisamente, si gira, ci guarda e mette in bocca una caramella.
«Nel mio lavoro l'alito è importante», ci dice sorridendo e i suoi problemi sembrano risolversi in quel semplice e breve gesto. Il messaggio è partito: «Se volete avere un alito profumato in ogni momento della giornata mangiate la caramella XY!».
Fin qui la pubblicità. La vita, però, è un'altra cosa. Non basta una caramella perchè tutto torni a sorriderci e i problemi, ahinoi, si risolvono solo con l'impegno, duro, di ogni giorno.
Ma in una cosa la bionda giornalista dello spot pubblicitario ha ragione: avere un alito fresco è importante, molto importante, e non solo per lei, non solo nel suo lavoro.
È importante anche per noi comuni mortali, per l'impiegata come per l'operaio, per l'ingegnere come per la studentessa, per l'insegnante come per il marinaio...
Eppure non sempre l'alito è fresco come dovrebbe. Vediamo di scoprire perchè.

I tanti perchè dell'alito cattivo
Esiste una forma di alitosi (è questo il nome scientifico che definisce l'alito cattivo) cosiddetta fisiologica di cui tutti noi soffriamo e che si manifesta, in genere, al mattino quando ci svegliamo. Le cause? È presto detto: durante la notte la produzione di saliva diminuisce, la lingua e le labbra restano ferme, in pratica insomma si blocca il prezioso meccanismo addetto all'auto-pulizia del cavo orale e i residui di cibo rimasti nella bocca hanno modo di ristagnare sino a degradarsi. Ma risolvere questo problema è facile: una lavata ai denti, una normalissima colazione e tutto è dimenticato. È così per tutti, nessuno escluso.
Quando invece il problema persiste, quando il nostro alito anche durante il giorno e per molti giorni non è quel che si dice profumato, allora è segno che qualcosa in noi non funziona a dovere.
I motivi possono essere tanti, i più disparati.
Può trattarsi di problemi che riguardano la bocca e la sua igiene (la stragrande maggioranza dei casi), oppure il naso, la gola, i polmoni, lo stomaco, il fegato. Per non parlare poi di malattie come il tifo, la tubercolosi, il diabete, la gotta, l'insufficienza renale, le carenze vitaminiche, i disturbi ormonali e le malattie del sangue.
Cominciamo dalla bocca e dalle molte malattie che possono colpirla.
- La bocca: l'alito cattivo ha origine in bocca quando si sia in presenza di malattie quali le stomatiti (infiammazioni della mucosa interna), i funghi che insorgono in genere dopo una pesante cura antibiotica, le manifestazioni aftose (macchie bianche visibili tra denti e guance), le glossiti (infiammazioni che colpiscono la lingua), le leucoplachie (vere e proprie erosioni causate da protesi mal fatte ma anche da otturazioni di denti non eseguite a dovere), la carie non curata e, infine, la palcca batterica. E sono proprio queste ultime le principali responsabili dell'alitosi anche se, è doveroso puntualizzarlo, carie e placca batterica sono solo la punta dell'iceberg, la conseguenza cioè di una cattiva igiene orale. Ed eccoci arrivati al punto dolente: l'igiene dei denti e della bocca. L'ottanta per cento dei casi di alitosi ha proprio in un'errata o insufficiente igiene orale la sua causa scatenante. Prendere coscienza di questo fatto è importante perchè non c'è nulla di peggio di una bocca mal tenuta, con i denti sporchi o, peggio ancora, cariati. E non c'è nulla di peggio di un alito pesante che metta in serio pericolo anche la nostra vita di relazione, i rapporti con gli altri, "vittime innocenti" di un disturbo che con un po' di buona volontà è possibilissimo eliminare.
- Il naso: per quanto riguarda il naso sono praticamente tre le patologie in grado di provocare alitosi: la sinusite cronica (infiammazione dei seni nasali), la rinite (infiammazione della mucosa nasale) e quella che prende il nome di ozena, un'atrofia progressiva della mucosa e delle ossa delle fosse nasali.
- La gola: in questo caso sono chiamate in causa malattie come le tonsilliti acute e croniche (infiammazioni delle tonsille di origine batterica o virale), le adenoiditi o infiammazione delle adenoidi (le adenoidi sono formate da un tessuto linfatico molto simile a quello delle tonsille e sono situate nella parte bassa della cavità nasale) e le faringiti (infiammazione del canale attraverso il quale il cibo passa prima di raggiungere l'esofago e poi lo stomaco). Le prime due patologie sono più frequenti nell'infanzia.
- I polmoni: responsabili dell'alito cattivo saranno le bronchiti croniche, l'enfisema polmonare (dilatazione patologica e permanente degli alveoli polmonari, estreme ramificazioni dei bronchi), gli ascessi polmonari con ristagno di pus e, per fortuna molto più rare, le forme turbercolari.
- Lo stomaco: al secondo posto dopo la bocca, questo organo è spesso all'origine del fenomeno "alitosi". "Imputati" sono le gastriti acute o croniche (la digestione è rallentata e il cibo ristagna a lungo nello stomaco) e quelle malattie dell'esofago chiamate diverticolosi, dilatazioni della parete dell'esofago a forma di piccolo sacco nel quale il cibo ristagna provocando rigurgiti e alito cattivo.
Più rari ma comunque presenti e causa di alitosi possono essere, come abbiamo visto, il diabete che si manifesta con un odore molto simile a quello dell'acetone, l'insufficienza renale che si rivela per l'odore di urina presente nell'alito, per finire con l'insufficienza epatica.
Queste le principali cause dell'alito cattivo, ma non è finita qui.
- Ci sono due categorie di persone che vanno più spesso di altre soggette ad alitosi. Sono le donne e gli anziani. Le prime tendono a soffrire di questo disturbo nel periodo mestruale a causa di un'alterazione nel metabolismo dei tessuti gengivali. Per quanto riguarda gli anziani, invece, si registra un rallentamento del metabolismo gengivale dovuto all'età avanzata.
Per finire, l'alito può risentire negativamente di ciò che ingeriamo. E, di volta in volta, può trattarsi di alimenti ma anche di farmaci.
- È noto a tutti come cipolla e aglio lascino una "pesante traccia" difficile da eliminare. Quello che forse non tutti sanno è che lo stesso effetto lo fanno anche il formaggio, i latticini in genere, i cavoli e l'alcool. In pratica, questi alimenti contengono particolari sostanze volatili che, penetrando nel sangue, arrivano sino ai polmoni e da questi vengono eliminate con il respiro. E il loro odore non è purtroppo dei più gradevoli!
- Altro discorso sono i farmaci. Ce ne sono alcuni che hanno come effetto collaterale una spiccata diminuzione della salivazione e questo, lo abbiamo visto prima, è causa di alitosi (vedi alitosi fisiologica!). I più incriminati sono i sonniferi (chiunque ne faccia uso non può non ricordare la tipica sensazione di "bocca impastata" che si prova al risveglio), seguiti a ruota dalle anfetamine (farmaci stimolanti particolarmente pericolosi per la salute usati in genere per ridurre l'appetito e aumentare la propria efficienza fisica e mentale) e dagli antistaminici (farmaci usati per combattere i sintomi tipici del raffreddore da fieno e delle altre allergie).
Fin qui le cause, ma cosa si può fare per eliminarle? Come è possibile risolvere il problema dell'alito cattivo?

La soluzione del problema
Eliminare questo problema significa innanzitutto intervenire sulle cause che l'hanno provocato, curare quindi le malattie che hanno colpito la bocca, il naso, la gola, i polmoni, lo stomaco, il fegato e così via.
Il che significa rivolgersi al proprio medico di fiducia o allo specialista che sarà sicuramente in grado di decidere la terapia più efficace. Un solo consiglio: prima di tutto contattare il dentista. Lo abbiamo già sottolineato ma è utile ripeterlo: almeno l'80% dei casi di alitosi dipende da problemi alla bocca e in particolare ai denti.
Solo quando queste cause potranno essere escluse, e solo allora, sarà opportuno chiedere l'intervento di uno specialista, un internista che indaghi su possibili problemi del nostro organismo.

Denti puliti e alito profumato
Non ci stancheremo mai di dirlo: il segreto di una bocca sana sta in un'accurata igiene quotidiana fatta con metodo e con costanza.
Sono tanti i nemici che popolano la nostra bocca, germi che ci circondano costantemente e che a contatto con i residui alimentari contribuiscono a formare l'insidiosissima placca batterica. Da qui ha inizio un circolo visioso che in poco tempo porta implacabilmente alla carie e, nei casi più gravi, alla piorrea. Il tutto "accompagnato" da un alito che tiene a distanza anche i più coraggiosi.
Come? È presto detto. Se non si lavano bene i denti bastano alcune ore perchè i residui alimentari si trasformino in placca batterica la quale, a contatto con la saliva, dà l'avvio alla formazione del tartaro e all'infiammazione delle gengive. Da qui alla carie e all'alitosi il passo è purtroppo breve e quando ce ne accorgiamo il più delle volte è ormai troppo tardi per salvare la situazione.
Ecco dunque alcuni semplici ma preziosi consigli sul come tenere puliti i nostri denti.
Si inizia con un risciacquo fatto con un detergente liquido antiplacca seguito dalla rimozione meccanica dei residui alimentari con il filo interdentale. A questo punto si asporta il tutto con un irrigatore (si acquistano in farmacia e servono ottimamente allo scopo) dopo di che si passa all'uso dello spazzolino vero e proprio. Ma, attenzione, non è sufficiente come fanno molti pulire i denti solo davanti occorre spazzolarli su tutte le superfici: esterne (vestibolari), interne (linguali o palatali) e quelle masticanti. Il movimento dovrà essere dolce e rotatorio. Per finire un ultimo risciacquo con un colluttorio antiinfiammatorio e non dimenticate una spazzolatina alla lingua (anche lì, infatti, può depositarsi la placca batterica!).
Non è difficile e se sarà fatta con cura questa pulizia si potrà effettuare anche solo una volta al giorno ricordando però, ogni volta che si mangia, di risciacquare i denti con l'acqua del rubinetto.

I rimedi della nonna
Avete mangiato pesante e avete ricevuto un invito a sorpresa da una persona cui tenete in modo particolare? Volete risolvere in fretta e bene il vostro problema di alito? Quelli che seguono sono semplici consigli "della nonna" ma, come sempre accade, sembra impossibile ma funzionano.
Per prima cosa ricordate che se avete mangiato ormai da qualche ora vi sarà utilissimo un po' di bicarbonato: vi aiuterà a svuotare lo stomaco.
E, se volete che l'odore della cipolla o dell'aglio scompaia del tutto dalla vostra bocca:
- mangiate un'insalata di prezzemolo, rucola e basilico condita con
  abbondante olio e limone
- tenete in bocca alcune bacche di ginepro
- masticate un chicco di caffè o un chiodo di garofano
- bevete un "intruglio" composto da aceto, limone e pepe (se il vostro
  stomaco lo regge!)
- masticate qualche foglia di alloro oppure di menta.