BULIMIA E ANORESSIA? LA GIUSTA SCELTA CONTRACCETTIVA E’ IL “CEROTTO”!
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14 Mag 2011
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A cura di Severina Cantaroni |
C’è chi si abbuffa di cibo per poi eliminarlo con lassativi o vomito autoindotto. Chi, invece, il cibo lo rifiuta fino ad assumere una forma corporea caratterizzata da eccessiva magrezza. Sono le oltre 300.000 donne italiane in età fertile colpite dai cosiddetti Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), meglio noti come Bulimia e Anoressia Nervosa.
Un dato molto sottostimato (fino al 50% dei casi) perché il DCA può rimanere a lungo ignorato, per l’elevata incidenza di forme borderline e per l’ostinata rimozione-negazione del disturbo da parte della persona che ne soffre. Una cosa è comunque certa, in tutte queste situazioni il corpo e il cibo vengono usati per esprimere un disagio psicologico, conseguenza di diversi fattori scatenanti, con importanti complicanze sulla salute della donna e sulla sfera contraccettiva.
“Si tratta di problematiche serie, sempre più diffuse nella società, che vanno affrontate con un approccio multidisciplinare in cui va preso in considerazione, però, anche l’aspetto contraccettivo, spesso trascurato”, spiega la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. “Tanto i comportamenti di tipo anoressico quanto quelli di tipo bulimico, infatti, non solo hanno conseguenze rilevanti sul piano della salute psicofisica della donna ma possono compromettere l’efficacia del contraccettivo orale. Tra i metodi ormonali, il cerotto contraccettivo risulta un metodo efficace anche in presenza di DCA“.
Il cerotto, infatti, grazie alla somministrazione degli ormoni attraverso la via transdermica, e quindi con un passaggio diretto cerotto-pelle-sangue, salta la via gastrointestinale consentendo di superare i problemi di scarso assorbimento provocati da vomito e diarrea.
Bulimia
Come sottolinea il professor Emmanuele A. Jannini, Professore di Endocrinologia e Coordinatore del primo Corso di Laurea in Sessuologia dell'Università Italiana, all’Aquila: “La bulimia è spesso caratterizzata da un’ossessione per la forma fisica e dalla rappresentazione “sessuale” del proprio corpo che si cerca di raggiungere con diete rigide, impraticabili”.
Le abbuffate caratteristiche della bulimia sono, insomma, il sintomo di un disagio e l’illusoria soluzione dello stesso, o meglio, la risposta impulsiva a un’angoscia che la ragazza non riesce ad affrontare sul terreno psicologico, affettivo ed esistenziale. Un disagio, frutto di fattori socioculturali, psicologici, interpersonali e biologici, che sfocia in comportamenti di tipo compulsivo, non solo nei confronti del cibo, ma anche di alcol o di altre sostanze e del sesso, nella così denominata bulimia sessuale. Sono donne voraci di cibo e di uomini; ma né l’uno, né gli altri dà loro piacere. Proprio questa assenza del “principio del piacere” fa agire queste donne in territori a rischio, dove la contraccezione svolge un ruolo essenziale.
“In questi casi”, continua Graziottin, “la scelta del contraccettivo diventa un problema particolarmente importante non solo per la sessualità compulsiva ma, soprattutto, per i frequenti episodi di vomito autoindotto e per l’abuso di lassativi normalmente autoprescritti e spesso acquistati in erboristeria per l’erronea convinzione che, essendo naturali, siano innocui. Entrambi i comportamenti, infatti, espongono la donna bulimica che assume contraccettivi ormonali per bocca al rischio di mancata copertura contraccettiva. Questo perché il vomito autoindotto, l’accelerato transito intestinale e la diarrea causati dall’uso di lassativi possono compromettere l’assorbimento intestinale degli ormoni steroidei contenuti nel contraccettivo orale, così come compromettono
l’assorbimento dei nutrienti e delle calorie contenuti nel cibo. La donna bulimica può trovarsi così esposta, inconsapevolmente, oltre che a un’accentuata irregolarità del ciclo mestruale, già tipica di questa condizione, al rischio di gravidanze indesiderate. Per queste donne, il contraccettivo transdermico può essere la soluzione più adatta per proteggerle” .
Un altro elemento da considerare per questa scelta contraccettiva? Sempre secondo la professoressa Graziottin, è l’ossessione per il peso, o meglio la paura di ingrassare. E da questo punto di vista il cerotto presenta dei vantaggi. La sua dimostrata ininfluenza sul peso e sulla composizione corporea può, infatti, rassicurare rispetto all’assillo del peso e garantire una corretta copertura contraccettiva.
Altro elemento è l’effetto sul metabolismo osseo. In queste donne, infatti, potrebbe esserci un problema di bassa densità minerale ossea, con osteopenia, osteoporosi e un maggior rischio di fratture. Il motivo? Lo scarso assorbimento di proteine/vitamine/sali minerali dovuto alla diminuzione dei livelli di estrogeni data dalla irregolarità mestruale (amenorrea e oligomenorrea), e al disturbato comportamento alimentare e nutritivo. Un recente studio clinico ha dimostrato, infatti, che la contraccezione transdermica mantiene il corretto metabolismo osseo, grazie ai costanti livelli plasmatici estrogenici.
Anoressia
“Anche l’anoressia può essere considerata come un sintomo di disagio sessuale: una ricerca dello status infantile pre-sessuale, caratterizzata dalla perdita delle mestruazioni (amenorrea), ottenuta, più o meno coscientemente, attraverso la diminuzione del peso. Da questo punto di vista, è possibile identificare tre tipologie di anoressia”, spiega ancora Jannini. “Accanto all’anoressia conclamata in cui non si manifesta il ciclo mestruale e c’è un sostanziale disinteresse/rifiuto per l’attività sessuale, sono frequenti le forme precliniche e borderline: le prime precedono la vera e propria anoressia conclamata, le seconde sono lo stadio successivo alla forma conclamata, in cui si sta iniziando a superare il problema con il cibo. Entrambe sono, comunque, caratterizzate da condotte di eliminazione, presenza di un ciclo mestruale irregolare (oligomenorrea) e attività sessuale”.
“La normale attività di coppia e il ciclo mestruale, che seppur irregolare può essere ovulatorio”, aggiunge la professoressa Graziottin, “espongono le donne anoressiche precliniche e borderline al rischio di gravidanze indesiderate. E, come per le donne bulimiche, la tendenza all’abuso di lassativi autoprescritti e al vomito autoindotto possono ridurre drasticamente l’efficacia del contraccettivo assunto per bocca, come la pillola. Inoltre, poiché anche in questi casi la paura di ingrassare potrebbe ridurre il ricorso ai metodi ormonali, il contraccettivo transdermico, che non influenza peso e composizione corporea, è una scelta adatta anche in caso di anoressia”.



