CRONACA DI UNA LEGGE CHE CI DIFENDE DAL DOLORE
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06 Gen 2012
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A cura di Stefania Lupi |
Una lotta continua e quotidiana, che combatte un italiano su 4, il 65% delle casalinghe e il 74,4% degli anziani. Il dolore cronico è una piaga sociale, che comporta nel nostro Paese oltre 3 milioni di ore lavorative perse e una spesa pari a 2 miliardi di euro in prestazioni e farmaci.
Nonostante la guerra contro la sofferenza inutile non sia ancora definitivamente vinta, la Legge 38 del Marzo 2010 ha avuto una portata storica per l’Italia, riconoscendo a tutti i cittadini il diritto a un equo accesso alle cure e a trattamenti più appropriati, contribuendo anche a sdoganare l’impiego degli oppioidi a scopo antalgico.
Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel volume “Cronaca di una legge che ci difende dal dolore. La Legge 38/10, la più evoluta d’Europa”, scritto da Marco Filippini e Manuela Maria Campanelli: un viaggio simbolico attraverso i protagonisti e le tappe principali del percorso culturale e normativo che, grazie al lavoro di sette Ministeri, ha condotto al varo del provvedimento. L’opera, edita nella collana “I libri del Sole 24 Ore Sanità”, è stata presentata in occasione di un convegno organizzato da AboutPharma, alla presenza di Istituzioni, clinici, associazioni pazienti e media.
L’incontro ha fornito lo spunto per riflettere su come si sia evoluta, in questi anni, la gestione del dolore nel nostro Paese e sul ruolo fondamentale dell’informazione, per promuovere una nuova cultura che si prefigga la lotta alla sofferenza inutile.
“Non vi è confine che debba frenare la scienza nell’obiettivo di spostare il fuoco dal curare il dolore a prendersene cura”, afferma Umberto Veronesi nella prefazione al libro, che nel 2001 varò il progetto “Ospedale Senza Dolore”, “perché seppure esso faccia parte del naturale ciclo vitale, non deve diventare esperienza mortificante e av¬vilente per la dignità di ogni creatura umana.”
Il cammino è stato lungo e difficile, contraddistinto da piccole vittorie ma anche ostacolato da pregiudizi ideologici. Solo dieci anni più tardi, nel biennio decisivo 2009-2010 con il Ministro Ferruccio Fazio, si arriva all’approvazione bipartisan della Legge 38, nel Marzo 2010.
“La Legge 38 rappresenta una rivoluzione di pensiero”, esordisce Marco Filippini, co-autore del libro, farmacista e manager in ambito farmaceutico. “E’ un grande traguardo ma anche un punto di partenza verso un approccio del tutto nuovo al dolore, che pone al centro dell’attenzione i bisogni del malato e il suo diritto a una vita dignitosa. Questo volume è dedicato a tutti coloro che si sono impegnati negli anni, per dare avvio a quel cambiamento culturale che è stato all’origine della normativa stessa. Il nostro auspicio è che la pubblicazione possa contribuire a diffondere la conoscenza della Legge tra i cittadini, perché nessuno si rassegni più a convivere con la propria sofferenza, e al tempo stesso possa essere uno sprone per gli addetti ai lavori, affinché applichino realmente quanto il provvedimento ha sancito”.
A 20 mesi dall’emanazione della normativa il bilancio è positivo”, fa il punto Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione ministeriale Terapia del Dolore e Cure Palliative. “Gli strumenti tecnico-burocratici per rendere operativa la Legge 38 sono stati ultimati. Con tutte le sigle appartenenti alla medicina di famiglia abbiamo inoltre concordato di prevedere un percorso formativo univoco sulla terapia del dolore e le cure palliative. Il consumo di oppioidi sta crescendo, ma servono ulteriori sforzi per allinearci alla media europea. La Legge parla di tutela, garanzia e dignità; per far sì che quanto previsto sulla carta si concretizzi nella pratica clinica, ora la sfida si gioca su tre fronti: applicazione delle Linee Guida sul territorio, formazione degli operatori sanitari e appropriatezza prescrittiva”.
Per dare piena attuazione al provvedimento, il Ministero della Salute è impegnato anche nel dare impulso ad attività volte a educare i cittadini sull’importanza della terapia del dolore. Con questa finalità, è stata di recente avviata, in collaborazione con AgeNaS, la campagna informativa “Non ti sopporto più”, che prevede la realizzazione di uno spot, un logo, uno slogan e un poster, da veicolare a livello nazionale.



