FARMACI CONTRAFFATTI & INTERNET: UN FENOMENO DA NON SOTTOVALUTARE!
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12 Lug 2010
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A cura di Severina Cantaroni |
Circa un italiano su tre è propenso ad acquistare farmaci in maniera impropria, senza prescrizione, via Internet. Nella pratica, il fenomeno nel nostro Paese interessa solo lo 0,1% della popolazione, ma la contraffazione farmaceutica è uno dei pericoli emergenti nella Sanità, in Italia come nel resto del mondo.
Secondo i dati forniti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, tra il 2009 e il primo semestre del 2010 sono stati sequestrati 1,75 milioni di farmaci, fiale e compresse, il 20% dei quali si stima fosse illegale. Nello stesso periodo, sono state segnalate 667 persone all’autorità giudiziaria, mentre 79 sono state arrestate.
Come arginare il fenomeno?
I sistemi sono diversi. Ma il più importante di tutti è il cosiddetto “bollino della tracciatura”, presente su tutte le confezioni dei medicinali che rende praticamente impossibile l’ingresso di farmaci contraffatti nella rete distributiva legale. Per questo i farmaci contraffatti sfruttano i canali non autorizzati alla vendita (palestre, beauty center, sexy shop) e la rete Internet, dove il cittadino rischia quotidianamente di imbattersi in prodotti falsi e anche molto pericolosi.
Del fenomeno si è discusso a Roma in occasione della presentazione del Rapporto 2010 dell’Osservatorio Anifa sull’Automedicazione, alla presenza, tra gli altri, di Domenico Di Giorgio, Coordinatore dell’attività anticontraffazione di AIFA, Cosimo Piccinno, Generale di Brigata del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Dorina Bianchi, Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, Daniele Bosone, Vicepresidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, Giacomo Milillo, Segretario Nazionale FIMMG, Annarosa Racca, Presidente Federfarma¸ Andrea Mandelli, Presidente FOFI.
Chi vende farmaci contraffatti fa leva sostanzialmente su due elementi:
- la confusione al momento dell’acquisto fra prodotti di “automedicazione” e di “autoprescrizione”: dove la prima parola indica il corretto comportamento di chi acquista autonomamente farmaci che non richiedono la ricetta medica, mentre la seconda è il comportamento scorretto di chi acquista farmaci da prescrizione senza avere la ricetta.
- la commistione, all’atto dell’offerta illegale, di varie tipologie di prodotti (farmaci da ricetta, senza ricetta, altri prodotti salutistici), aumentando così la sensazione per l’utente di trovarsi di fronte a un’offerta legale.
Impact–Italia, l’Organismo nazionale preposto alla lotta alla contraffazione dei farmaci, opera seguendo due linee strategiche: ridurre le “zone grigie” che creano gli spazi di business per le organizzazioni criminali e accrescere la consapevolezza del pubblico sui rischi che si corrono quando si confonde automedicazione con auto prescrizione, acquistando dai canali illegali a forte rischio per la salute.
Sergio Daniotti, Presidente di ANIFA, ha dichiarato: “La rete legale di produzione e distribuzione dei farmaci rappresenta una garanzia di sicurezza per il cittadino. E’ fondamentale che le istituzioni promuovano Campagne Informative, attraverso le quali sottolineare l’importanza di non accettare mai consigli né farmaci da sconosciuti, ma di rivolgersi sempre e solo a chi li produce, li prescrive o li dispensa. Ma è anche fondamentale promuovere iniziative di informazione che diano indicazioni precise sui farmaci che si possono acquistare autonomamente (quelli col bollino rosso) e sull’importanza della presenza del farmacista, garanzia di autenticità del medicinale. Dobbiamo, insomma, trasferire al pubblico la percezione del valore positivo del farmaco in termini di sicurezza ed efficacia, spiegando che tutto ciò che esula dai circuiti autorizzati può rappresentare un grosso rischio per la salute”.
“L’informazione corre e si allarga sul web a una velocità impressionante”, ha osservato Alberto Giannini, CEO di Interactivecom. “Questo fenomeno comprende, ovviamente, anche i temi della salute, della malattia, della cura, dei farmaci. Le ricerche effettuate quotidianamente sui motori di ricerca su temi riguardanti la salute sono 12 milioni al giorno. Perfetti sconosciuti hanno aperto pagine web su alcuni tra i più noti farmaci (sia con obbligo di prescrizione, sia senza obbligo di ricetta), e ciascuna di esse ha generato e continua a generare, senza la minima possibilità di verifica, alcune migliaia di ‘contatti e discussioni’ su questi medicinali”.
“In Italia, come in tutti i grandi Paesi europei, l’incidenza dei farmaci illegali è attualmente molto limitata”, spiega Domenico Di Giorgio, Coordinatore dell’Unità Prevenzione Contraffazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco.“Le stime OMS indicano un’incidenza media europea a quota 1% e un preoccupante 6-7% a livello mondiale, ma l’Italia, stando alle valutazioni Censis, è addirittura al di sotto dello 0,1%, grazie all’efficace protezione della filiera legale garantita dal sistema di tracciatura del farmaco. Questi dati non ci consentono comunque di abbassare la guardia, considerando la crescita dei canali illegali e non controllati di distribuzione di farmaci”.
“Già ora un medico su quattro, in Gran Bretagna”, prosegue Di Giorgio, “ha riscontrato fra i propri pazienti disturbi provocati da farmaci comprati via Internet: secondo i servizi di accreditamento statunitensi solo l’1% delle farmacie on line è legale, mentre i restanti siti si dividono tra distributori di prodotti illegali e contraffatti, e truffatori informatici. In Italia il problema è ancora limitato, ma una recente ricerca effettuata da Pfizer ha rilevato una propensione all’acquisto improprio senza prescrizione che supera il 30% dei nostri connazionali: un terreno potenzialmente fertile anche rispetto a Internet”.
L’esperienza insegna che è illusorio pensare di controllare Internet
Una corretta e massiccia campagna di informazione può, però, dare al pubblico gli strumenti giusti per non cadere nei tranelli della disinformazione. Un buon esempio di comunicazione finalizzata a informare correttamente i cittadini viene dalla Campagna Istituzionale ANIFA, realizzata in collaborazione con il Ministero della Salute, volta a identificare con chiarezza il Bollino Rosso dell’automedicazione corretta.
“Esistono figure professionali con le competenze garantite e certificate per informare i cittadini”, ha concluso Sergio Daniotti, “esistono le imprese regolarmente certificate e che operano in modo trasparente. Internet e la lotta alla contraffazione dei farmaci deve essere vista come un’opportunità per rivedere i sistemi di applicazione delle regole sulla comunicazione farmaceutica consentendo ai siti istituzionali delle imprese di menzionare i propri medicinali, fare pubblicità corretta, fornire informazioni utili e certificate ai cittadini”.


