FERTILITA’ MASCHILE: CROLLA LA CONCENTRAZIONE DEGLI SPERMATOZOI

04 Lug 2010  
A cura di Stefania Lupi

Per i “maschietti” si tratta di una notizia decisamente poco piacevole. Secondo i dati del centro di medicina della riproduzione ProCrea, la concentrazione media degli spermatozoi negli ultimi 20 anni è crollata. Le cause? Stress, fumo, vita sedentaria e abuso di alcol.
Una tendenza che acuisce quanto rilevato da un'indagine di alcuni anni fa, secondo la quale tra il 1940 e il 1990 la concentrazione media degli spermatozoi sarebbe crollata da 113 a 66 milioni. “Non solo sono in aumento le infezioni e le patologie che influiscono sulla salute riproduttiva maschile, ma c'è alla base una scarsa conoscenza di quali possono essere i problemi andrologici”, osserva Thierry Suter, medico esperto in Medicina della Riproduzione che opera all'interno di ProCrea. “E purtroppo il problema diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, ma le cause che possono portare ad alterazioni riproduttive insorgono talvolta fin dall'infanzia”.

Le campagne di sensibilizzazione avviate in Italia dal Ministero della Salute non sono ancora riuscite a trasmettere il messaggio della prevenzione. “Tra gli uomini mancano le conoscenze di base su quali possono essere le cause che provocano la diminuzione della fertilità”, premette Suter. “Se fumo e alcol sono ormai dei fattori assodati che influiscono negativamente sulla capacità riproduttiva in un uomo, molto dipende anche dallo stile di vita che si sceglie di adottare. Lo stress, ad esempio, influenza la fecondità dell'uomo e produce cambiamenti psichici e fisici che incidono in modo notevole sulla produzione di spermatozoi, quindi sulla salute riproduttiva. Un altro elemento da non sottovalutare è il troppo caldo e una vita eccessivamente sedentaria”.
Tra le cause si inseriscono anche anomalie genetiche o carenze ormonali, come pure alcune malattie a trasmissione sessuale. “Anche l'orchiepididimite, causata dagli orecchioni o da infezioni dopo la pubertà, oppure traumi o torsioni testicolari possono determinare un'atrofia dei testicoli con danni permanenti”, continua Suter. “Il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto, è un difetto congenito che può provocare sterilità permanente tanto più tardivo è l'intervento di riposizionamento nella sua sede. Anche il varicocele, dilatazione patologica delle vene testicolari, può determinare un surriscaldamento del testicolo, con riduzione anche marcata dei parametri seminali. Nei casi più gravi, dopo il trattamento chirurgico la fertilità può migliorare”.
E ancora: “Alcune cure specifiche possono restituire una piena salute riproduttiva”, prosegue Sutter.

“Diversa è la situazione nei casi in cui viene diagnosticata la sterilità. Si stima che un terzo degli uomini definiti infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesca ad avere una paternità naturale. I rimanenti possono ricorrere all'aiuto della fecondazione assistita. Persino uomini considerati assolutamente sterili, possono diventare padri, recuperando gli spermatozoi direttamente dal testicolo e iniettandoli all'interno della cellula uovo (ICSI). Purtroppo nel 3% delle coppie infertili vi è una condizione di azoospermia, per cui è necessario ricorrere alla fecondazione eterologa mediante donazione di spermatozoi”.