GLAUCOMA: E’ IN ARRIVO UN NUOVO COLLIRIO

27 Giu 2010  
A cura di Stefania Lupi

Per chi soffre di glaucoma ad angolo aperto e ipertensione oculare è in arrivo anche in Italia un nuovo collirio, a totale carico del servizio Sanitario Nazionale, a base della prima e unica prostaglandina senza conservanti, Tafluprost.
Grazie a questa caratteristica, il collirio garantisce un’elevata tollerabilità. Infatti, le sostanze conservanti presenti nei comuni colliri possono causare intolleranze, allergie e peggiorare la vita quotidiana delle persone con glaucoma. In particolare, è stato dimostrato che, anche a basse concentrazioni, il BAK (Benzalconio cloruro), il conservante più usato nei colliri in commercio, ha un effetto tossico sulla superficie corneo-congiuntivale.
Inoltre, Tafluprost assicura anche una migliore adesione alla terapia, grazie alla formulazione monodose e alla dose raccomandata di una goccia al giorno, la sera.
“Come molte patologie croniche, il glaucoma richiede una terapia continuativa, e proprio per questo i farmaci devono dare la possibilità di una migliore aderenza alla terapia, fattore indispensabile per contrastare l’evoluzione della malattia”, precisa il Professor Roberto Carassa, Direttore del centro Italiano Glaucoma di Milano e Presidente dell’Associazione Italiana Prevenzione Glaucoma Onlus.
In pratica, le prostaglandine oftalmiche per la terapia del glaucoma ad angolo aperto e dell’ipertensione oculare riducono la pressione dell’occhio, aumentando il deflusso dell’umore acqueo.

Il glaucoma
E’ una delle principali cause di disabilità visiva nel mondo occidentale. In Italia, ne sono colpite quasi 800mila persone, ma si calcola che circa la metà non sa di esserne vittima e nella maggior parte dei casi non accusa sintomi. “Per questo, è indispensabile eseguire, a partire dai 40 anni, una volta ogni 12-15 mesi, una visita specialistica di controllo”, avverte Carassa. “La forma più frequente, il glaucoma ad angolo aperto, è infatti asintomatica e colpisce di solito a partire dai 40 anni”.
Tra le cause, c’è l’aumento della pressione dell’occhio, che determina un danno al nervo ottico per compressione diretta sullo stesso o per alterazioni vascolari. Altri fattori di rischio sono il ridotto spessore della cornea, la familiarità per malattia, la pressione minima del sangue bassa e l’età avanzata.