Gli antibiotici? Alleati sì ma… attenzione all’abuso

10 Gen 2012  
A cura di Severina Cantaroni

Sono tra i farmaci più usati dagli italiani. Sono gli antibiotici, prescritti almeno una volta (secondo i dati del rapporto Osmed 2010 curato dall’Istituto Superiore di Sanità) a 8 bambini su 10 nel corso dell'anno. E tutti noi ci siamo talmente abituati alla loro esistenza, che non riusciamo neppure a immaginare un mondo senza penicillina, come accadeva meno di un secolo fa. Dunque, sugli antibiotici sappiamo tutto. O, almeno, così crediamo! Sappiamo, per esempio, che dobbiamo prenderli quando abbiamo un’infezione batterica. Ma la loro diffusione ne fa dei farmaci sin troppo comuni. E qui sta il problema.
Perché finiamo per usarli anche quando non dovremmo. Ovvero per curare infezioni virali, contro le quali sono del tutto inefficaci, come raffreddori e influenze, per accelerare la guarigione o prevenire un peggioramento dei sintomi. Solo la Grecia e Cipro fanno peggio di noi.
Resta il fatto che l’Italia è il Paese europeo con il più alto consumo di antibiotici e anche il più alto tasso di antibiotico resistenza. Un problema che sta diventando sempre più preoccupante, come spiega la dottoressa Giusi Ferraro, direttrice della farmacia ospedaliera dell’Azienda ospedaliera Pia Fondazione di Culto e Religione Cardinale Panico di Tricase (Lecce).
“II consumo inappropriato ed eccessivo degli antibiotici porta allo sviluppo dell’antibioticoresistenza, ossia la capacità di un microrganismo di resistere all'azione di uno o più antibiotici che conseguentemente diventano, nei suoi confronti, inefficaci. L’antibioticoresistenza è un problema che coinvolge la comunità e le strutture sanitarie, ma in ospedale la possibilità di trasmissione è amplificata. Le infezioni che si contraggono in ospedale sono spesso causate da microrganismi resistenti agli antibiotici e ciò può costituire un fattore di fallimento del trattamento delle infezioni. Causando aumento della morbilità, allungamento delle degenze ospedaliere e incrementando la mortalità legata a queste malattie”.
“Sono un salvavita, però si assiste a un uso improprio, proprio perché non è stato fatto capire a sufficienza cosa comporti l’uso inappropriato”, aggiunge ancora Ferraro. “Oggi quando si diagnostica un’influenza, subito si ricorre all’uso di una terapia antibatterica e la stessa cosa accade con un comune raffreddore o una laringotracheite acuta. Insomma, si usano per curare anche infezioni virali contro le quali non servono”.

Antibiotici: come funzionano
L’antibiotico ha un’azione battericida o batteriostatica: uccide direttamente i batteri o li blocca nella crescita, è il sistema immunitario poi a eliminarli definitivamente. Inoltre non sono tutti uguali. Quelli ad ampio spettro agiscono su molte specie di batteri, quindi su molte infezioni, quelli a spettro limitato esercitano un’azione più selettiva, mirata ad alcune infezioni.
Quindi gli antibiotici servono a combattere le infezioni batteriche, come per esempio tonsilliti, polmoniti e meningiti ma non l'influenza e il raffreddore, causati da virus. In questi casi la loro somministrazione è inutile, anzi può essere dannosa. Per capire l’origine di un’infezione è necessario rivolgersi al medico che, solo dopo una visita e dopo aver opportunamente interpretato eventuali esami, sarà in grado di formulare una diagnosi.
Il mal di gola è uno dei mali di stagione più frequenti e il suo rapporto con gli antibiotici è per certi versi contrastante e fonte di dubbi.
“Anche in questo caso occorre capirne l’origine”, precisa la dottoressa Ferraro. “Si raccomandano gli antibiotici solo nel caso di un’infezione batterica e non di origine virale, che va trattata invece con farmaci che servono ad alleviare i sintomi, ridurre il dolore e disinfettare la gola”.
Il ruolo del farmacista è dunque importante per una corretta informazione. “Poche e semplici le regole da seguire: ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione medica, mai autosomministrarli, non interrompere la terapia prima dei tempi e non assumere antibiotici per curare infezioni virali. Inoltre, il farmacista può consigliare l’uso del generico che fornisce le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualità dei farmaci originali ma a un prezzo inferiore”.