Importante passo avanti nel trattamento delle donne affette da carcinoma ovarico…
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17 Gen 2012
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A cura di Severina Cantaroni |
La Commissione Europea ha approvato ‘bevacizumab’ in combinazione con chemioterapia standard nel trattamento di prima linea, dopo la chirurgia, per le donne affette da carcinoma ovarico in stadio avanzato. L’approvazione rappresenta un importante passo avanti nel trattamento delle pazienti affette da carcinoma ovarico, per le quali il trattamento è stato finora limitato a chirurgia e chemioterapia.
E’ stato, infatti, dimostrato da tre grandi studi di fase III (GOG 0218, ICON7 in prima linea e OCEANS nel caso di recidiva di tumore sensibile al platino) che le donne con diagnosi di carcinoma ovarico in stadio avanzato che hanno ricevuto un trattamento con bevacizumab in combinazione con chemioterapia, seguito da bevacizumab in monoterapia, sono vissute significativamente più a lungo senza peggioramento della malattia (sopravvivenza libera da progressione) rispetto a quelle sottoposte alla sola chemioterapia.
“Si tratta della quinta forma di tumore per cui bevacizumab ottiene l’approvazione in Europa, rendendo il farmaco uno dei pochi biologici indicati per differenti tipi di neoplasie”, ha dichiarato Hal Barron M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development di Roche.
I risultati dell’approvazione
Questa approvazione consentirà alle pazienti europee di ricevere un trattamento con bevacizumab (in combinazione con carboplatino e paclitaxel) per il trattamento di prima linea del carcinoma ovarico epiteliale, peritoneale primario o tubarico in stadio avanzato (stadi FIGO IIIB, IIIC e IV). Il farmaco viene somministrato in aggiunta alla chemioterapia per un massimo di sei cicli di trattamento, seguiti dall'uso continuato in monoterapia fino a progressione della malattia o per un massimo di 15 mesi o in presenza di una tossicità non sostenibile. La dose raccomandata è di 15mg/kg di peso corporeo somministrati una volta ogni tre settimane come infusione endovenosa.
Bevacizumab è un anticorpo che si lega in modo specifico al VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare), bloccandone gli effetti biologici. Il VEGF è fondamentale nel meccanismo che stimola l'angiogenesi tumorale, un processo essenziale e necessario al tumore per poter crescere e diffondersi (metastatizzare) ad altre parti dell'organismo. Il meccanismo d’azione specifico di bevacizumab gli consente di essere combinato efficacemente con un'ampia serie di chemioterapie e di altri trattamenti oncologici. Il farmaco contribuisce a controllare la crescita tumorale e a prolungare la sopravvivenza con un impatto limitato sugli effetti collaterali della chemioterapia.
Il carcinoma ovarico
A livello mondiale, rappresenta in termini di frequenza l’ottava forma di cancro diagnosticata e la settima causa di mortalità per tumore tra le donne. Si stima che ogni anno venga diagnosticato a oltre 220.000 donne nel mondo e circa 140.000 pazienti muoiano a causa di questa malattia.
L’intervento chirurgico radicale per ottenere la maggior rimozione possibile del tumore, seguito dalla chemioterapia, rappresenta un pilastro importante a livello terapeutico, ma sfortunatamente la maggior parte dei casi viene diagnosticata in fase avanzata di malattia (quando il cancro è cresciuto o si è diffuso) e richiede pertanto un trattamento ulteriore.
Roche è impegnata nell’identificare tutte le potenzialità di bevacizumab nel carcinoma ovarico attraverso una ricerca continua che prevede la somministrazione della terapia in combinazione con altre molecole e in altre fasi di trattamento.
Bevacizumab trasforma le cure oncologiche da oltre 5 anni
Con l’approvazione iniziale negli USA per il carcinoma del colon-retto in stadio avanzato nel 2004, bevacizumab è stato il primo farmaco antiangiogenesi ampiamente disponibile per il trattamento dei pazienti affetti da cancro in stadio avanzato. Oggi continua a trasformare le terapie oncologiche grazie ai benefici dimostrati in termini di sopravvivenza (sopravvivenza totale e/o sopravvivenza libera da progressione) in diverse forme di tumore.
In Europa è approvato per il trattamento di stadi avanzati del tumore del colon-retto, della mammella, del polmone non a piccole cellule e del rene. Negli USA il farmaco è approvato per il trattamento del tumore del colon-retto, rene e del polmone non a piccole cellule. Inoltre, negli USA e in più di altri 30 Paesi, è approvato per il trattamento di pazienti con glioblastoma (un tipo di tumore cerebrale). In Giappone, per il trattamento del carcinoma mammario inoperabile o ricorrente.
Bevacizumab è stata la prima terapia antiangiogenica disponibile per il trattamento di queste numerose forme di tumore in stadio avanzato che ogni anno provocano la morte di oltre 2,5 milioni di persone. Inoltre, ha reso la terapia antiangiogenica un pilastro fondamentale per il trattamento oncologico attuale – a oggi sono stati trattati con bevacizumab più di un milione di pazienti. Un vasto programma di sviluppo clinico comprendente oltre 500 studi, sta valutando l'uso di bevacizumab in più di 50 forme di tumore (tra cui quello del colon-retto, mammario, polmonare, cerebrale, gastrico, ovarico e altri) e in diversi stadi della malattia (avanzato o precoce).
Per ulteriori informazioni:
- www.roche.com
- www.roche.it
- Roche oncologia: www.roche.com/media/media_backgrounder/media_oncology.htm



