LA FECONDAZIONE ASSISTITA

02 Feb 2009  

a cura di Franca Iannici

La fecondazione medicalmente assistita è il processo col quale si attua artificialmente l'unione dei gameti (cellule sessuali): gli ovociti nella donna e gli spermatozoi nell'uomo. Si parla di fecondazione omologa quando il seme e l'ovulo utilizzati nella fecondazione assistita appartengono alla coppia di genitori del nascituro, che presenterà quindi un patrimonio genetico ereditato da entrambi i genitori. Si parla invece di fecondazione eterologa quando il seme oppure l'ovulo provengono da un soggetto esterno alla coppia, tecnica non consentita in Italia dalla legge n. 40/2004. 
La fecondazione medicalizzata  viene effettuata utilizzando due diverse modalità: FIVET: (Fertilizzazione in Vitro ed Embryo Transfer) fecondazione in vitro, ossia in laboratorio, con successivo trasferimento degli embrioni nell’utero e ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection) microiniezione di uno degli spermatozoi all’interno dell’ovocita. In linea generale le donne che ricorrono alla fecondazione assistita hanno problemi causati da infezioni pelviche che possono manifestarsi nell'utero, nelle tube, nelle ovaie o nella parte bassa dell'addome, come ad esempio l’endometriosi (malattia frequentemente associata alla sterilità che consiste nell'impianto in sede anomala della mucosa che riveste la cavità uterina).
Seguono le coppie considerate non fertili per  incapacità di realizzare il concepimento dopo due anni di rapporti sessuali non protetti indirizzati alla procreazione e le disfunzioni correlate alla produzione, emissione o funzionalità degli spermatozoi per quanto riguarda la sterilità maschile. Ma la svolta importante nel campo della procreazione assistita riguarda i casi in cui esista la possibilità di perdere la propria fertilità a seguito di chemioterapia o terapia radiante. A tal fine, nel corso del 24° congresso annuale organizzato da Eshre, European Society for Human Reproduction and Embryology  a Barcellona sono state presentate dal dottor Andrea Borini, specialista in ginecologia e ostetricia e responsabile clinico e scientifico di Tecnobios Procreazione srl di Bologna,  le tecniche di crioconservazione che consentono ai gameti (ovociti e spermatozoi) e agli  embrioni di mantenere la vitalità per lunghi periodi attraverso temperature estremamente basse. 
Le attuali percentuali di gravidanza sono di circa il 10% per ciclo di scongelamento e di circa il 12% per paziente.. Conseguentemente all'entrata in vigore della legge 40/2004, il congelamento di ovociti risulta essere l'unica tecnica disponibile per poter utilizzare al massimo una stimolazione ovarica. Gli ovociti prelevati possono essere congelati e utilizzati successivamente senza necessità di ripetere la stimolazione della crescita follicolare e il prelievo di ovociti.. In Italia è attualmente consentito solo nei casi previsti dalla legge 40/2004: "Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data trasferimento da realizzare non appena possibile”. La sopravvivenza degli embrioni allo scongelamento è di circa l'80% e le percentuali di gravidanza risultano essere dal 15% al 20% in relazione all'età della paziente e alla qualità degli embrioni trasferiti.  Il centro Tecnobios Procreazione srl, specializzato nella cura della sterilità e nelle tecniche di fecondazione assistita,  si occupa di infertilità e sterilità maschile e femminile dal 1984 ed è quindi tra i gruppi italiani di maggiore esperienza in questo campo e collabora con istituti pubblici e privati, clinici e di ricerca, sia in Italia che all’estero a progetti di ricerca e di aggiornamento scientifico. (http://www.tecnobiosprocreazione.it).

Le cause dell’infertilità/sterilità

La specie umana si distingue biologicamente per una bassa fertilità. Infatti, ad ogni ciclo mestruale, una coppia al massimo della propria capacità riproduttiva ha circa il 30% di possibilità di realizzare il concepimento. Questa percentuale, già alquanto modesta, si riduce significativamente con l'aumentare dell'età della donna, non superando il 20% oltre i 35 anni e calando ulteriormente al 10% oltre i 40. Ma nel caso in cui l'incapacità di procreare si protragga ininterrottamente per un paio di anni, è possibile che la coppia sia interessata da uno stato di infertilità (maschile e/o femminile) e che sia necessario ricorrere ad un centro specializzato di cura contro l’infertilità. 
Da recenti studi emerge che sia l'infertilità maschile che femminile siano in significativo aumento, probabilmente per mutati stili di vita, fumo, obesità e inquinamento ambientale. Inoltre, per ragioni sociali e professionali,   molte donne pospongono l'esperienza del concepimento ad una età in cui la loro fertilità è sensibilmente ridotta. Nella tabella sono segnalate le percentuali e le cause  di infertilità maschili e femminili:

Infertilità maschile                35%
Infertilità maschile                35%
Infertilità femminile meccanica        35%
Infertilità femminile ormonale        15%
Infertilità di coppia                5%
Infertilità idiopatica (da causa non nota)    10%
 
Tuttavia occorre ricordare che una sana alimentazione e un corretto stile di vita possono incidere notevolmente sul concepimento. Non dovrebbero mancare acidi grassi monosaturi, in sostituzione di quelli tran-saturi tipici degli oli di frittura. Sono preferibili le proteine di origine vegetale a quelle di origine animale e i carboidrati a basso contenuto glicemico come pasta e pane integrali, senza eccedere nel consumo di formaggi troppo grassi, multivitamine e ferro proveniente da piante e integratori. Si  raccomanda anche di limitare il consumo di caffè e alcolici, di non fumare e di aumentare l’attività fisica.