LA MAGIA DEL CARNEVALE ITALIANO

26 Gen 2012  
A cura di Silvano Fusi

Il Carnevale è, senza alcun dubbio, una delle tradizioni folcloristiche più antiche e sentite. Risale, infatti, a tradizioni precristiane che si ricollegano ad antichi riti pagani che si richiamavano ai Saturnali e ai Lupercali (riti propiziatori per la fertilità della terra).
Secondo la leggenda i Lupercali si tenevano il quindicesimo giorno di febbraio. Si racconta anche che già gli antichi Egizi, e gli antichi Greci dedicassero la festa a Dionisio (Dio del Vino), rappresentando in qualche modo il passaggio dall’inverno alla primavera. E che, nell’antica Roma, furono organizzati per la prima volta da Remo in onore della Lupa che li aveva allevati, e in quei giorni ogni eccesso era consentito anche al popolo.
Il Carnevale si celebrava anche nella Roma pagana: era la festa di Saturno e per l'occasione venivano organizzati cortei al suono di strumenti molto rumorosi, con la partecipazione del popolo che si riversava nelle strade e nelle campagne e si ingozzava a più non posso di cibi e di vino.
La maschera, oggi segno di beffa - di trasgressione e di divertimento, nelle civiltà precristiane era considerata uno strumento che conferiva a chi la indossava un potere sovrannaturale o, addirittura, la forza degli animali sacri.
Solo in seguito all'avvento del cristianesimo i riti del Carnevale persero l'originario carattere magico-rituale per diventare semplice occasione di divertimento e folclore popolare.
Nel corso dei secoli il Carnevale assunse aspetti molto diversi e raggiunse il massimo splendore nel 1500. In questo periodo, i semplici riti pagani si trasformarono in eventi sfarzosi prevalentemente privilegio della nobiltà. Grande promotore del Carnevale fu Lorenzo de’ Medici.
Dopo un periodo di declino, che durò sino alla fine della seconda guerra mondiale, il Carnevale ritorna prepotentemente alla ribalta conquistando la palma di festa più sfrenata dell'anno. In quei giorni città importanti e piccoli paesi entrano in competizione tra loro dando libero sfogo alla fantasia. Si costruiscono, così, carri fantastici e sempre più ricchi, costumi sfarzosi e colorati, scenografie allegoriche e grandiose.
L’Italia è senza dubbio il paese dove la tradizione carnevalesca è maggiormente sentita, partecipata e variamente diversificata. A dimostrarlo stanno le tante maschere, tipiche di ogni regione o città: Pulcinella per Napoli e la Campania, Arlecchino per Bergamo, Balanzone per Bologna, Pantalone e Colombina per Venezia, Gianduia per Torino , Meneghino e la Cecca, sono invece le maschere tipiche di Milano.
Il carnevale si festeggia ovunque, anche nei centri più piccoli. E ovunque l’impegno e la passione contribuiscono a dar vita a manifestazioni, sfilate di carri allegorici e balli che esportano la loro notorietà ben oltre i confini regionali e nazionali.
Carnevali famosi nel mondo, dopo quello di Rio de Janeiro, sono quello di Venezia che si distingue per l’eleganza e lo sfarzo dei suoi costumi, delle maschere e per la grande partecipazione. Quello di Viareggio (LU) per la grandiosità dei suoi carri e le numerose manifestazioni che lo accompagnano. Il carnevale di Fano (PU) ritenuto il più antico documentabile, quello di Ivrea (TO) dove la manifestazione carnevalesca è resa stravagante dalla classica ‘battaglia delle arance’. Mentre quello che dura più a lungo è senza dubbio quello di Putiniano, che finisce il martedì grasso come la maggior parte dei carnevali, ma comincia addirittura il 26 dicembre con la pluricentenaria tradizione della Propaggine. Famoso è anche il carnevale di Cento (FE) , gemellato con quello di Rio de Janeiro, che vede la coloratissima esibizione delle ballerine brasiliane, la sfilata dei carri e il lancio di regali al pubblico partecipante. E, ancora, la manifestazione che si svolge a Livigno (SO), ricca di appuntamenti con antiche tradizioni, vecchie usanze e costumi tipici livignaschi. Da non sottovalutare è anche il Carnevale Medievale di Todi (PG) che con i suoi 400 figuranti in suntuosi abiti medievali ci riporta a vivere atmosfere antiche, arcieri e cavalieri, sbandieratori e falconieri daranno vita ad uno spettacolo “ di altri tempi”. Molto seguito è anche la manifestazione che svolge a Cantù (CO) con la maestosa sfilata dei grandi carri che a fatica sfilano per le vie e le piazze della città. Ricco di eventi collaterali, spettacoli, esibizioni di artisti di strada, spettacoli itineranti e tante altre iniziative in calendario, è il Carnevale Meneghino (Milano),che si conclude con la sfilata dei carri allegorici seguito da una folta folla mascherata, che dopo aver percorso, come una enorme onda ricca di colori e di allegria, le vie e le piazze del cento città raggiunge Piazza del Duomo dove per tutta la notte, si canta, si balla si festeggia in allegria all’insegna delle tradizioni e del folclore carnevalesco.
Insomma, si possono contare a centinaia le manifestazioni organizzate dalle tante associazioni, dai comuni e dalle pro loco che con dedizione, grande professionalità e fantasia progettano, allestiscono e organizzano questo variopinto e allegro evento lungo tutto lo Stivale, per la gioia di grandi e piccoli.
Il carnevale, infine, inizia in periodi diversi (a Capodanno, all'Epifania, o alla Candelora) e raggiunge il suo culmine il martedì o il giovedì grasso, prima delle Ceneri. Fanno eccezione Milano e alcuni comuni della sua provincia di rito Ambrosiano dove la tradizione vuole che le manifestazioni terminano il sabato antecedente l'inizio della Quaresima.