“METTICHE.IT”, IL SITO CHE DICE TUTTA LA VERITA’ SULLA CONTRACCEZIONE

19 Lug 2010  
A cura di Stefania Lupi

Dubbi, domande, consigli, falsi pregiudizi e soprattutto tutta la verità in tema di contraccezione, sessualità e salute. A 360 gradi. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla SMIC, Società Medica Italiana per la Contraccezione, su salute e contraccezione rivolta ai giovani attraverso il sito www.mettiche.it per discutere, confrontarsi e dar voce alle mille domande, ma anche per inviare segnalazioni e commenti.
Tante risposte, informazioni, consigli di esperti, medici e coach a portata di mouse perché sono tante le domande dei giovani su contraccezione, sessualità, salute, ma è anche molto frequente la difficoltà a parlarne, mille ancora i dubbi per scarsa informazione, paure, pregiudizi. Talora capita che i giovani non sappiano nemmeno a chi rivolgersi.
Il portale è un luogo aperto di incontro e di discussione, per suscitare un dibattito sostenuto dalle opinioni e dai consigli degli esperti”, afferma il professor Emilio Arisi, presidente della SMIC. “Un'occasione preziosa di scambio sui bisogni dei giovani, in termini di sicurezza e di informazioni sulla sessualità, sulla salute, sull’affettività e sulla contraccezione, anche di emergenza. Un’informazione corretta è tanto più importante considerato che l’OMS e l’IPPF (Federazione Internazionale per la Pianificazione Familiare) stimano a livello mondiale che almeno il 50% delle gravidanze siano indesiderate, e di queste circa la metà si risolvano in aborti volontari. E questi numeri sono addirittura superiori quando si parla di adolescenti”.

Il progetto vuole fornire, quindi, informazioni esaurienti e puntuali sulla contraccezione, ma non solo. Attraverso questo strumento si intende affrontare con un approccio più ampio il tema della sessualità. Si parlerà pertanto anche di salute, di rapporto con il proprio corpo, di educazione ai sentimenti, di come vivere la propria sessualità in modo sicuro e positivo. Alle domande rivolte alla ginecologa si affianca il dialogo con i coach ai quali i giovani, donne e uomini, potranno porre quesiti e chiedere consigli su aspetti altrettanto rilevanti: ad esempio, come affrontare le scelte importanti e i cambiamenti, anche legati alla vita di coppia.
L’iniziativa intende dar voce ai dubbi dei giovani, ma anche raccogliere segnalazioni, proposte, magari attraverso i loro contributi alle singole rubriche del sito per stimolare un dibattito che li veda protagonisti. Si possono in proposito consigliare libri, video, riferire esperienze di altri paesi, inviare commenti alla rubrica “4 chiacchiere con Margherita”, raccontare i propri “metti che...”.
Osserva ancora il professor Arisi: “I giovani devono superare la diffidenza a parlare di questi temi fondamentali per il loro benessere e la loro salute. Su contraccezione e sessualità devono acquisire la consuetudine a porre domande, avviare un dialogo con i medici che possono offrire un contributo importante per accrescere le loro informazioni su questi argomenti, ma devono anche abituarsi ad aprirsi in famiglia, e qui trovare ulteriori stimoli”.

I dati su contraccezione e salute sessuale delle nuove generazioni sono preoccupanti
“C'è molta disinformazione, uno scarso ricorso ai metodi contraccettivi sicuri, una crescita delle malattie a trasmissione sessuale, un’insufficiente attenzione al rischio di infertilità che ne può conseguire”, aggiunge Arisi. “Ma c'è anche il bisogno di sapere di più. Infatti, i giovani chiedono maggiori informazioni e le vogliono più qualificate, sia dalla scuola che a casa, sia infine che dagli strumenti comunemente da loro utilizzati, incluso internet”.
Solo una adolescente su quattro, ad esempio, ha buone informazioni su sesso e sicurezza. “La conseguenza”, puntualizza lo specialista, “è che si commettono molti errori, e si ritengono valide leggende metropolitane, come quella ad esempio che facendo l'amore in piedi non si può restare incinta oppure si fa confusione fra la pillola del giorno dopo (che è la contraccezione di emergenza, da usarsi dopo un rapporto ritenuto a rischio di gravidanza) e la Ru486, che agisce in base a tutt’altro meccanismo, perché va usata quando la gravidanza è documentata, e procura l'aborto. Ma per arrivare a scelte consapevoli bisogna abituarsi a comunicare, ad informarsi, superando paure, titubanze, luoghi comuni, reticenze. Vorrei invitare le giovani, ma anche i loro coetanei maschi, a rivolgerci domande, esporre i loro timori. Noi siamo al loro fianco per sostenerli nelle decisioni più corrette secondo le loro esigenze. Vogliamo dire che questo è il loro sito che, per quanto possibile, ospiterà i loro dubbi, le loro proposte, le esperienze e le opinioni, in un confronto che risulterà molto utile anche per noi medici”.

L’iniziativa di informazione, che si avvale di un educational grant di HRA Pharma, intende favorire la comunicazione tra coetanei, all'interno della coppia, tra ragazzi e ragazze, per contribuire a contrastare vecchi e nuovi stereotipi che ancora troppo spesso ostacolano un confronto sereno e aperto su questi temi.
Perché, come conclude Arisi, “dobbiamo mettere i giovani in grado di vivere a pieno i loro sentimenti e in modo sereno la loro sessualità, senza correre rischi né sul versante delle gravidanze indesiderate, né su quello delle malattie sessualmente trasmesse, e dobbiamo responsabilizzare anche i giovani maschi, spesso su questi temi meno sensibili delle loro compagne”.