NASCITE PREMATURE: SCARSA LA CONOSCENZA DEI FATTORI DI RISCHIO E DELLE COMPLICANZE…
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18 Nov 2011
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A cura di Severina Cantaroni |
Il 17 novembre 2011 si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Neonato Pretermine, in occasione della quale sono stati presentati i risultati di una survey, condotta dall’Istituto di ricerca internazionale P/S/L Research e commissionata da Abbott su 1.300 mamme e future mamme in 13 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia. La Survey è stata condotta in 13 paesi che includono Germania, Italia, Spagna, Canada, Slovacchia, Slovenia, Arabia Saudita, Turchia, Argentina, Brasile, Colombia, Sud Corea e Taiwan. L'obiettivo principale è stato quello di valutare la comprensione e la consapevolezza della prematurità in generale, le problematiche e i rischi a essa associati.
I risultati della ricerca
La ricerca conferma che la maggior parte delle mamme intervistate ignora i problemi connessi alla prematurità, le sue cause e le sue possibili conseguenze e talvolta anche la loro stessa esistenza.
Oltre i due terzi delle intervistate non conosce l'incidenza dei parti prematuri e il 42% delle madri nel mondo sottostima questo dato, ritenendolo molto inferiore rispetto al dato reale (pari al 10%1).
Le mamme italiane, al contrario, risultano essere le più informate sul tema: nello specifico quasi la metà delle intervistate (46%) ritiene giustamente che il 10% dei parti sia da ricondurre a parti prematuri e solo il 17% dichiara di non conoscere l’incidenza di questi ultimi e l’età gestazionale del neonato pretermine (considerato tale se nato prima del compimento della 37ma settimana di gestazione).
“Ogni anno nel mondo nascono circa 13 milioni di neonati prematuri, circa 40.000 solo in Italia e il rischio è in aumento. La brusca interruzione del processo di maturazione fisica e psicologica del bambino”, dichiara Martina Buscagnin, Presidente Vivere onlus, “può implicare difficoltà nello sviluppo psico-affettivo e relazionale di tutta la famiglia, lasciata molto spesso senza sufficienti informazioni e senza un adeguato sostegno”.
Ma c’è di più. La mamma del neonato prematuro è sottoposta a forti pressioni psicologiche. Circa il 50% delle mamme intervistate dichiara, infatti, di aver vissuto forti momenti di stress in prossimità del parto e le mamme di neonati pretermine, in particolare, testimoniano di aver avuto maggiori sensi di colpa, stati di ansia, di paura e di impotenza rispetto a quelle di neonati a termine.
Ma quale impatto un parto prematuro può avere sulle mamme, preoccupate per il futuro dei loro figli? Una su 4 (24%) ritiene che un bambino nato prematuro dovrà affrontare delle difficoltà scolastiche maggiori rispetto a un neonato a termine. Nel 42% dei casi, inoltre, le mamme mostrano preoccupazione per le complicanze cui il bambino andrà incontro nel lungo periodo e il 36% teme le inevitabili ripercussioni sul suo sviluppo e sulla sua crescita, sia dal punto di vista fisico sia in termini di costi sanitari e sociali.
Le complicanze della nascita prematura
Le complicanze legate a una nascita prematura sono la prima causa di morte nei neonati durante il primo mese di vita. Tuttavia, l'indagine evidenzia una non conoscenza dei problemi cui va incontro un bambino prematuro: difficoltà di tipo cardiovascolare, gastrointestinale, respiratorio etc. In quest’ultimo caso, ad esempio, circa il 32% delle donne intervistate dichiara di non conoscere il periodo dell’anno in cui i neonati prematuri hanno più probabilità di contrarre un’infezione grave delle vie respiratorie, soprattutto tra le mamme di neonati pretermine.
Molti bambini prematuri sono soggetti, infatti, a una fase di insufficienza respiratoria soprattutto nelle prime ore di vita. La causa principale delle gravi infezioni dell’apparato respiratorio è il virus respiratorio sinciziale (VRS) per il quale esistono efficaci strategie di prevenzione. I risultati della ricerca dimostrano che il numero dei neonati pretermine con infezioni respiratorie è doppio rispetto a quello dei neonati a termine. Non solo. Il 40% delle mamme con neonati prematuri non sa nemmeno quali misure preventive possono essere adottate per proteggere i bambini da questo tipo di infezioni.
“Il neonato prematuro presenta una immaturità della maggior parte degli organi e apparati, per cui incontra quasi inevitabilmente notevoli difficoltà a espletare tutte le funzioni necessarie alla vita autonoma al di fuori del grembo materno”, dichiara il Professor Paolo Giliberti, Presidente della Società Italiana di Neonatologia. “E’ fondamentale, quindi, che i genitori vengano prontamente e correttamente informati sui rischi correlati alle possibili complicanze ed è necessario offrire loro sostegno per aiutarli ad affrontare nel migliore dei modi anche il delicato momento del ritorno a casa”.
Le principali fonti di informazione
Le mamme dei neonati pretermine riconoscono il neonatologo e il pediatra come loro principali referenti e fonti di informazione per quanto concerne le problematiche legate alla prematurità (71%). Le stesse madri hanno però dichiarato il bisogno di maggior supporto, una volta dimesse dall'ospedale. Circa la metà delle intervistate, infatti, vorrebbe avere maggiori informazioni da parte del neonatologo e del pediatra sulla fase post ospedaliera e sulle eventuali cure mediche cui dovrà sottoporsi il proprio bambino.



