PICCOLE FERITE, ECCO COME TRATTARLE!
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01 Ago 2010
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A cura di Stefania Lupi |
Una caduta, un taglio con un coltello, la ferita con un rasoio, la puntura con un ago: sono alcuni dei piccoli incidenti che possono capitare ogni giorno, e soprattutto in vacanza, ma che spesso (e a torto) vengono sottovalutati. Perché un corretto trattamento delle ferite, anche se piccole, è importante per prevenire infezioni e garantire una perfetta guarigione.
Ecco, dunque, qualche semplice regola di automedicazione.
* Prima di tutto la ferita va osservata con attenzione e ripulita da detriti o eventuali corpi estranei presenti. Poi si passa alla pulizia (necessaria per evitare o ridurre l’insorgenza di infezioni), che si può eseguire con acqua o con soluzioni fisiologiche sterili (si acquistano in farmacia). L’alcol, invece, non va mai usato, perché non ha potere antisettico, disidrata e irrita la ferita. Tuttavia, se la ferita è molto profonda ed estesa e sanguina molto, è necessario rivolgersi al medico.
* Dopo aver pulito la ferita, per isolarla dall’ambiente esterno e favorire la cicatrizzazione (ossia la guarigione) è necessario proteggerla con dei cerotti, che vanno sostituiti una o due volte al giorno. In caso di medicazioni più complesse si usano garze sterili, fasce o cerotti non medicati e reti tubolari per bloccare la medicazione. In ogni caso, la ferita deve “respirare”: l’ossigeno è necessario per accelerare e compiere correttamente il processo di riparazione dei tessuti.
Per favorire la guarigione di escoriazioni, abrasioni e in genere tutte le piccole ferite quotidiane sono molto utili i cerotti all’argento, le cui particelle, sotto forma di ioni, sono state inserite nel tamponcino del cerotto e attivate dal contatto con la ferita, agiscono gradualmente sui batteri impedendone la loro azione e quindi il rischio di infezione. Nessun problema per chi soffre di allergie: “l’allergia all’argento” è molto rara e non ha relazione con la più diffusa allergia al nichel. Inoltre, questi preparati sono stati studiati anche senza lattice (nella parte adesiva), per venire incontro alle esigenze di chi ha una ipersensibilità cutanea a questa sostanza.
* In caso di ferita da punta premere ai lati per far uscire con il sangue i residui penetrati in profondità e fermare il sangue, se necessario, comprimendola con una garza sterile.
* Per proteggere la ferita dai batteri che possono infettarla o impedire la corretta guarigione, in alcuni casi possono essere utile prodotti contenenti antibiotici, che creano una barriera traspirante, tra l’ambiente esterno e la ferita stessa.
* Non toccare mai le ferite con le mani sporche, non applicare cotone idrofilo direttamente sulla parte interessata, non curare da soli una ferita infetta, ma rivolgersi al medico. Infine, ricordare che la ferita infetta è gonfia e in rilievo, la cute intorno è tesa, lucida e arrossata; se schiacciata, inoltre, fa male.


