Pillola contraccettiva: 50 anni di dubbi e “falsi miti”, ma chi la prende vive di più...
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28 Gen 2012
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A cura di Stefania Lupi |
Ha tagliato da poco il traguardo degli “anta”, ed è sempre più….giovane. Ma nonostante i vantaggi e le comodità, la pillola contraccettiva sembra ancora un tabù. Lo rivela una ricerca condotta in Europa tra Francia, Germania, Gran Bretagna, Svezia e Romania.
Non solo. Anche i dati sono sorprendenti perché tra le intervistate ben 2 donne su 19 hanno confessato di non sapere come funziona. E 3 su 4 vorrebbero avere maggiori informazioni.
Le paure più diffuse? Che la pillola faccia male alla salute.
Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, nel mondo oggi utilizza la pillola in media l'88% delle donne, in Europa il 21,4% e fra i Paesi in cui è più diffusa c'è il Portogallo con il 58,9%, la Germania (52,6%), l'Algeria (45,9%), il Belgio (44,8%) e la Francia (41,5%). In Italia, invece, l'assume solo il 14,2% delle donne.
“In realtà, questo metodo contraccettivo migliora la qualità di vita, specie delle donne che hanno mestruazioni abbondanti, soffrono di sindrome premestruale e acne”, spiega il professor Francesco Primiero, ginecologo dell'Università La Sapienza di Roma. “In particolare, i progestinici di ultima generazione come il drospirenone hanno un rapporto costo/beneficio decisamente elevato”. Nell'immediato futuro, inoltre, la ricerca si concentrerà su molecole innovative e sulle migliori combinazioni e sul periodo di somministrazione.
Spiega Andreas Fibig, CEO di Bayer, azienda leader del settore: “Per ridurre il più possibile le fluttuazioni ormonali sono state introdotte formulazioni a 24 giorni (più 4 compresse di placebo) o a 26 (più 2 di placebo), ma la vera novità sarà l'assunzione continua della pillola con un regime flessibile, che consentirà alla donna di gestire il periodo della pseudo-mestruazione”.
Sul versante delle controindicazioni, le pillole di ultima generazione hanno fatto riscontrare un aumento dei rischi di trombosi, circostanza che però può essere evitata grazie alla vasta scelta di formulazioni in commercio, che rispondono proprio a tutte le esigenze.
“La scelta spetta al ginecologo”, avverte Primiero, “ma va precisato che il tromboembolismo è un evento raro ed è legato a tre variabili: dosaggio dell'estrogeno, durata d'uso della pillola e tipo di progestinico. Oggi le nuove formulazioni hanno livelli di estrogeni molto bassi, mentre per quanto riguarda l'utilizzo, se è vero che il rischio è maggiore nei primi mesi, va anche detto che poi si riduce e inoltre è assolutamente sbagliato interrompere periodicamente l'assunzione della pillola perché ogni volta che si ricomincia il rischio risale. Esistono poi fattori favorenti il rischio di tormbosi quali la familiarità, l'età, il fumo, l’obesità, il diabete etc... Infine, è sbagliato credere che la pillola faccia aumentare di peso. La pillola a base di drospirenone, per esempio, è in grado di contrastare la ritenzione idrica e il conseguente aumento di peso”.
Infine, la nuova formulazione contraccettiva a base di estradiolo valerato e dienogest, recentemente approvata anche per il trattamento dei flussi abbondanti, che causano un notevole disagio alla donna, ha dimostrato di ridurre, dopo 6 mesi di assunzione, fino all’88% del flusso.



