STRESS DA RIENTRO: ECCO COSA MANGIARE PER COMBATTERLO

26 Ago 2010  
A cura di Stefania Lupi

C'è chi ancora deve partire, ma molti sono già sulla via del ritorno.......... Le vacanze, si sa, si attendono tutto l'anno e poi volano.
E così il ritorno sofferto in città, allo stress della vita di ogni giorno, provoca la cosiddetta “sindrome da rientro”, che colpisce, secondo una recente ricerca dell’Istat, un italiano su dieci, dunque quasi 6 milioni di connazionali.

Il corpo e il cervello si rifiutano di riconoscere i ritmi pre-vacanza come propri, faticano a riabituarsi alle responsabilità e alle tensioni della vita quotidiana, lavorativa o scolastica. L’organismo ne risente e così si scatenano emicranie, agitazione, ansia, difficoltà di digestione e soprattutto disturbi intestinali.
“Lo scontento per le vacanze finite e la ripresa di un’attività frenetica si riflettono sul piano somatico, provocando spesso disturbi intestinali che possono essere alleviati riprendendo con maggiore gradualità lo stile di vita quotidiano e con un’adeguata alimentazione”, afferma il professor Attilio Giacosa, Direttore Scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia del Gruppo Sanitario Policlinico di Monza, che ha messo a punto dei suggerimenti per combattere quello che gli anglosassoni chiamano Post Vacation Blues, scaricabili dal sito www.puraflor.it
“L’intestino, infatti, manifesta il suo disagio con gonfiore, meteorismo e flatulenza e spesso con dolori forti e crampi, accompagnati a irregolarità funzionale con fasi di dissenteria e/o stitichezza. In questi casi è importante il giusto apporto di fibra alimentare, riducendo l’utilizzo di crusca e di prodotti integrali, di uva e di legumi e favorendo l’assunzione di fibra idrosolubile (soprattutto di mela, carota, prugne, agrumi). E’ importante anche limitare gli alimenti in grado di favorire il livello di “stress intestinale” come il caffè, i fritti, gli insaccati, i cibi molto piccanti e il latte, soprattutto in chi soffre di gonfiore addominale e scariche diarroiche. Un punto cruciale è la frequente alterazione della flora intestinale e per favorirne il riequilibrio è utile assumere un integratore di fermenti lattici probiotici, che ripristinano l’equilibrio della flora batterica, costituiscono una buona sorgente di energia per il metabolismo intestinale, favoriscono l’assorbimento di acqua, contribuiscono alla diminuzione della fermentazione degli alimenti, riducono l’ipermotilità gastrointestinale”.
E ancora: durante la giornata è meglio fare piccoli pasti, composti da piatti semplici e ben cotti. La frutta, inoltre, va consumata lontano dai pasti e la verdura è consigliabile che sia cotta.
“Infine, poiché la componente psicosomatica condiziona il buon funzionamento dell’intestino”, conclude Giacosa, “è importante anche adottare comportamenti che si possano riflettere positivamente sulla qualità di vita della persona, ovvero fare attività fisica, cercare di distaccarsi dalle situazioni che creano ansia, siano esse di origine professionale o privata, frequentare persone che aiutino a sciogliere le tensioni e non alimentino lo stress ed eventualmente assumere prodotti naturali con blando effetto rilassante come il biancospino o la valeriana”.