“TIFA PER IL TUO CUORE”
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06 Gen 2012
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A cura di Stefania Lupi |
Gli esperti, con i Medici di Medicina Generale, ribadiscono l’importanza della prevenzione primaria, anche con terapie farmacologiche, per prevenire le malattie di cuore. Soprattutto tra chi fa sport. A questo scopo, il Talk Show "TIFA PER IL TUO CUORE" rappresenta l’occasione per confrontarsi sulla tematica importante e delicata del rischio cardiovascolare in Italia.
L’evento, all’interno della Campagna Sociale TIFA PER IL TUO CUORE, ha l’obiettivo di mettere a fuoco i comportamenti corretti per poter prevenire malattie cardiovascolari come infarto, ictus, embolia, che rappresentano tuttora la prima causa di morte e di grave invalidità nei Paesi industrializzati.
La Campagna ha coinvolto tutte le squadre di Serie A ed è stata presente in tutti gli Stadi italiani con info-point e materiale informativo. Realizzata con ALT – Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari ONLUS, il contributo di Bayer e il patrocinio di SIMG – Società Italiana di Medicina Generale, ha il supporto e il patrocinio della Lega Calcio Serie A.
Il mondo del calcio, infatti, rappresenta un’importante cassa di risonanza per i pazienti a rischio cardiovascolare, cioè dai 45 anni in su. In Italia ci sono più di 11 milioni di tifosi con età superiore ai 45 anni, perciò a rischio.
La prevenzione
La prevenzione per il rischio cardiovascolare è essenziale, soprattutto in persone a rischio senza episodi precedenti. La probabilità di incorrere in un evento vascolare come l'infarto aumenta con il passare degli anni e con l'esposizione a fattori di rischio, soprattutto legati allo stile di vita. Questi possono essere di due tipi: generici, come pressione del sangue alta, aumento di colesterolo e lipidi (grassi) nel sangue, eccesso di peso, fumo di sigarette e vita sedentaria; e specifici, come alterazioni quantitative delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione. Pochi sanno che le malattie cardiovascolari da Trombosi possono essere prevenute in un caso su tre: piccole buone abitudini costanti di vita sono il primo reale contributo per salvare il proprio stato di salute.
E, allora, stop al fumo e alla vita sedentaria, via allo sport e a una sana alimentazione. La prevenzione è fondamentale e permette di salvare ogni anno ben 200mila italiani.
“La prevenzione primaria è l'insieme di tutte quelle misure e provvedimenti finalizzati a impedire che le malattie cardiovascolari si sviluppino nei soggetti apparentemente in buona salute”, spiega il Professor Claudio Borghi, Direttore della Unità Operativa di Medicina Interna del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e Professore Ordinario di Medicina Interna presso la stessa Università. “La prevenzione prevede molte terapie e tre di esse svolgono un ruolo fondamentale: la terapia per ridurre la pressione arteriosa, quella che riduce il colesterolo e la terapia antitrombotica, che inibendo l'aggregazione delle piastrine, riduce la tendenza alla formazione dei trombi: l’aspirina a basse dosi, che riduce di poco meno del 20% il rischio di primo evento coronarico nel paziente senza evento pregresso. Esistono, infatti, dimostrazioni di una evidente diminuzione del numero di soggetti che va incontro a infarti e ictus a seguito della terapia continuativa con le classi di farmaci precedentemente citati. Come ci sono evidenze nell’uso cronico di basse dosi di aspirina, favorevoli anche nella prevenzione dei tumori, soprattutto al colon retto. Nello specifico, riduce il rischio di tumore al colon retto di oltre il 20% e il rischio di mortalità del 35% nel periodo.”
“A coloro che hanno superato i 40-45 anni di età comunque”, conclude il Professor Borghi, “mi sento di raccomandare di recarsi dal proprio medico di medicina generale per una valutazione del proprio stato di salute cardiovascolare.”
Il Medico di Medicina Generale
È il primo riferimento per il paziente ed è un’importante risorsa per la messa in atto di iniziative che attivino comportamenti e interventi di prevenzione, in questo caso legate al rischio cardiovascolare.
“E’ necessario fare sensibilizzazione sul rischio cardiovascolare cercando sempre nuove modalità per aumentare la ricettività dei pazienti ad alto rischio”, aggiunge il Dottor Alessandro Filippi - Medico di Medicina Generale e Responsabile Scientifico per l'Area Cardiovascolare SIMG – Società Italiana di Medicina Generale. “E le principali aree di intervento e di miglioramento sono il consueling sul paziente, il miglioramento dello stile di vita e le terapie farmacologiche ad hoc. Visto però il poco a tempo a disposizione che spesso il medico generico ha è più realistico indirizzare il paziente verso terapie farmacologiche più adeguate ed efficaci. Da un nostro studio SIMG abbiamo dimostrato come, anche nell’adozione di terapie che controllino il rischio ci sono ancora spazi di miglioramento: ad esempio, nel poco utilizzo in prevenzione primaria di farmaci di provata efficacia e a basso costo come l’aspirina a basse dosi.”
La campagna “Tifa per il tuo cuore”
“Il sito internet www.tifaperiltuocuore.it”, conclude la dottoressa Rota Vender, Presidente di ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari ONLUS - e Responsabile Centro Trombosi presso l'Istituto Humanitas di Milano, “contiene tutti i materiali, approfondimenti, interviste video e le informazioni sulla Campagna. E’ presente anche un questionario per i tifosi per misurare i fattori di rischio; inoltre vogliamo monitorare successivamente i progressi nell’adozione di misure di controllo del rischio stesso.”
Sull’importanza di una Campagna Sociale sul rischio cardiovascolare, aggiunge: “Dopo alcuni studi osservazionali condotti sulla popolazione italiana abbiamo notato come ci sia un allineamento del rischio cardiovascolare fra gli italiani e il resto dei paesi occidentali; forse stiamo perdendo il vantaggio della dieta mediterranea. Con il progetto Cardiolab ad esempio, realizzato con il contributo di Bayer e attivo dal 2003 a oggi, abbiamo misurato il rischio cardiovascolare su più di 50.000 pazienti in tutta Italia. Anche da progetti come Cardiolab, un programma di educazione ai fini della prevenzione delle patologie cardiovascolare che ricostruisce un quadro dettagliato dello stato di salute del nostro Paese, deriva la necessità di continuare con iniziative per divulgare il controllo del rischio e combattere la scarsa compliance alle terapie di prevenzione.”
Parlando di tifosi ci si rivolge solo a un pubblico maschile, tuttavia anche la donna ha bisogno di mettersi al riparo dal rischio cardiovascolare. “La donna non può essere assolutamente trascurata nella prevenzione del rischio”, puntualizza Rota Vender. “Ma deve comunque seguire regole e comportamenti per ridurre i fattori di rischio.”
Aggiunge il Professor Borghi: “Le terapie preventive funzionano nei pazienti femminili oltre una certa età a tutto campo e, secondo le linee guida americane, hanno anche un effetto anti-ictus più marcato nei pazienti di sesso femminile. La cosa importante è che i medici scelgano le pazienti adatte alla terapia”.



