Uso sperimentale di JANUVIA

25 Giu 2007  

Dati divulgati durante la sessione “Late Breaking” all’ADA hanno dimostrato che l’uso sperimentale di JANUVIA™ (sitagliptin) e metformina come terapia di combinazione iniziale ha fornito una significativa efficacia ipoglicemizzante nell’arco di 54 settimane in pazienti con diabete di tipo 2 • L’uso sperimentale della terapia di combinazione iniziale con JANUVIA e metformina ha migliorato in modo significativo il controllo della glicemia, rispetto alla metformina da sola, nell’arco di un anno • In questo studio, il 67% dei pazienti con diabete di tipo 2 ha raggiunto un livello di HBA1C <7% con l’uso sperimentale di JANUVIA e metformina come terapia di combinazione iniziale, rispetto al 44% dei pazienti con la metformina da sola, dopo 54 settimane • Uno studio sperimentale separato ha dimostrato che JANUVIA ha migliorato in modo significativo il controllo della glicemia se aggiunto ad una sulfonilurea o ad una sulfonilurea associata a metformina, rispetto ad una sulfonilurea o una sulfonilurea associata a metformina da sole • Un’analisi raggruppata di 5141 pazienti ha dimostrato che l’incidenza complessiva degli eventi avversi, l’incidenza degli eventi avversi seri e l’incidenza delle interruzioni della terapia a causa di eventi avversi, sono risultate simili nei gruppi trattati con JANUVIA e nei gruppi non esposti, fino a 2 anni Dati presentati durante la sessione “Late breaking” in occasione delle 67th Annual Scientific Sessions dell’American Diabetes Association (ADA) hanno dimostrato che l’uso sperimentale come terapia iniziale, di JANUVIA (sitagliptin) in combinazione con la metformina ha fornito un significativo miglioramento della glicemia ed è stato generalmente ben tollerato nell’arco di 54 settimane in pazienti con diabete di tipo 2. Ulteriori nuovi dati provenienti da studi sperimentali presentati hanno dimostrato anche che JANUVIA ha migliorato in modo significativo il controllo della glicemia nei pazienti con diabete di tipo 2 se aggiunto ad una sulfonilurea, glimepiride (doppia terapia di combinazione), o se aggiunto ad una sulfonilurea associata a metformina (tripla terapia di combinazione). Sono stati presentati al meeting ulteriori dati sull’efficacia e sulla sicurezza di JANUVIA. JANUVIA è un inibitore selettivo della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4), in monosomministrazione giornaliera, che migliora un sistema fisiologico presente nel nostro organismo, denominato asse delle incretine, che aiuta a regolare la concentrazione plasmatica di glucosio influenzando le cellule beta e le cellule alfa del pancreas. JANUVIA è il primo ed unico inibitore dell’enzima DPP-4 ad essere stato approvato e commercializzato negli Stati Uniti per i pazienti con diabete di tipo 2. JANUVIA è indicato, in aggiunta alla dieta ed all’attività fisica, per migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete mellito di tipo 2. JANUVIA è indicato anche per migliorare il controllo glicemico, in combinazione con la metformina o un tiazolidinedione (TZD), nei pazienti con diabete di tipo 2 quando il singolo farmaco da solo più la dieta e l’attività fisica non forniscono un controllo glicemico adeguato. JANUVIA non deve essere usato in pazienti con diabete di tipo 1 o nel trattamento della chetoacidosi diabetica, poiché JANUVIA non sarebbe efficace in questo ambito. Non esistono controindicazioni per JANUVIA nella scheda tecnica del prodotto sottoposta all’approvazione. La terapia di combinazione iniziale con JANUVIA e metformina ha migliorato in modo significativo il controllo della glicemia, rispetto alla metformina da sola, nell’arco di un anno (LB-04; Studio n.036) Questo studio ha dimostrato una riduzione media dell’HBA1C, rispetto al basale, dell’1,8% nei pazienti trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno fino a 54 settimane (n=153). Inoltre, le riduzioni medie dell’HBA1C, rispetto al basale, sono state dell’1,4% nei pazienti trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 500 mg due volte al giorno (n=147), dell’1,3% nei pazienti trattati con metformina 1000 mg due volte al giorno (n=134), dell’1,0% nei pazienti trattati con metformina 500 mg due volte al giorno (n=117) e dello 0,8% nei pazienti trattati con JANUVIA 100 mg in monosomministrazione giornaliera (n=106). Dopo aver completato una fase iniziale controllata con placebo, della durata di 24 settimane (n=1091) ("Fase A"), 762 pazienti con HBA1C media al basale di 8,7% hanno continuato in una fase controllata con farmaco di confronto attivo, in doppio cieco, della durata di 30 settimane ("Fase B"), i loro precedenti trattamenti attivi: JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno (n=161); JANUVIA 50 mg/metformina 500 mg due volte al giorno (n=160); metformina 1000 mg due volte al giorno (n=153); metformina 500 mg due volte al giorno (n=147) e JANUVIA 100 mg in monosomministrazione giornaliera (n=141). Due terzi (67%) dei pazienti che hanno continuato le precedenti 24 settimane di questo studio hanno raggiunto l’obiettivo dell’HBA1C fissato dall’ADA <7% con il trattamento con JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno (n=153), rispetto al 44% dei pazienti trattati con metformina 1000 mg due volte al giorno da sola (n=134). Inoltre, il 48% dei pazienti trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 500 mg due volte al giorno (n=147), il 25% dei pazienti trattati con metformina 500 mg due volte al giorno (n=117) ed il 23% dei pazienti trattati con JANUVIA 100 mg in monosomministrazione giornaliera (n=106) hanno raggiunto l’obiettivo dell’HBA1C fissato dall’ADA. La durata della risposta è stata dimostrata dai dati che hanno evidenziato che l’85% dei pazienti trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno ed il 70% dei pazienti trattati con JANUVIA 100 mg in monosomministrazione giornaliera che avevano raggiunto l’obiettivo mirato dell’HBA1C <7% dopo 24 settimane, avevano un valore di HBA1C dopo 54 settimane <7% (n=96 e 33, rispettivamente). Inoltre, l’80% dei pazienti trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 500 mg due volte al giorno (n=65), il 79% dei pazienti trattati con metformina 1000 mg due volte al giorno (n=63) ed il 59% dei pazienti trattati con metformina 500 mg due volte al giorno (n=34) che avevano raggiunto l’obiettivo di HBA1C <7% dopo 24 settimane, dopo 54 settimane avevano un valore di HBA1C <7%. Nell’arco dello studio di 54 settimane, 5 pazienti su 182 (3%) trattati con JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno e 2 pazienti su 182 (1%) trattati con metformina 1000 mg due volte al giorno hanno presentato almeno un episodio ipoglicemico. Le incidenze degli eventi avversi gastrointestinali sono risultate simili a quelle osservate con la metformina da sola (26% vs 31% con metformina 1000 mg due volte al giorno). "La terapia iniziale con un solo farmaco spesso non è efficace nel portare i pazienti all’obiettivo della glicemia fissato. Molti pazienti possono richiedere una terapia di combinazione iniziale e questo studio fornisce importanti ed utili informazioni sull’uso di sitagliptin e metformina, in aggiunta alla dieta ed all’attività fisica, per raggiungere e mantenere il controllo del glucosio ematico," ha affermato John Amatruda, MD, vice presidente, Clinical Research, Merck & Co., Inc. "Questo studio esamina l’effetto clinico della terapia di combinazione iniziale con JANUVIA e metformina, nell’arco di un anno." Un importante fattore predittivo dell’ampiezza della riduzione dell’HBA1C in risposta alla terapia anti-iperglicemica è il livello iniziale di HBA1C del paziente. In un’analisi per sottogruppi dei pazienti raggruppati a seconda della severità dell’HBA1C iniziale al basale, il trattamento con JANUVIA 50 mg/metformina 1000 mg due volte al giorno ha dimostrato che maggiore era il livello di HBA1C al basale e maggiori erano le riduzioni medie di HBA1C, rispetto al basale. È stata osservata una riduzione media del 3,1% nei pazienti con HBA1C al basale ≥10% (n=17), mentre sono state osservate riduzioni del 2,2%, 1,7% e 1,0% con valori di HBA1C al basale, rispettivamente, di 9-10%, 8-9% e <8%. Lo studio sperimentale ha dimostrato che JANUVIA ha migliorato in modo significativo il controllo della glicemia se aggiunto ad una sulfonilurea o una sulfonilurea e metformina versus una sulfonilurea o una sulfonilurea e metformina da sole (Poster n. 535-P; Studio n. 035) In questo studio, disegnato per esaminare l’efficacia e la sicurezza di JANUVIA in pazienti con diabete di tipo 2 nei quali i livelli della glicemia non erano controllati adeguatamente (livelli di HBA1C da 7,5% a 10,5%) con una sulfonilurea (glimepiride) da sola o con una sulfonilurea (glimepiride) più metformina, JANUVIA ha dimostrato una differenza media significativa nell’HBA1C, rispetto al placebo, dello 0,9% nei pazienti trattati con glimepiride e metformina e dello 0,6% nei pazienti trattati solo con glimepiride (p<0,001 per entrambi i confronti all’aggiunta del placebo). Dopo un periodo di titolazione/stabilizzazione con glimepiride (almeno 4 mg/die) con o senza la metformina (almeno 1500 mg/die) ed un periodo di run-in con placebo di 2 settimane, 441 pazienti con HBA1C media al basale di 8,3% sono stati randomizzati a ricevere la combinazione con JANUVIA 100 mg in monosomministrazione giornaliera o placebo per 24 settimane. Di questi pazienti, 212 assumevano già glimepiride (106 ciascuno con JANUVIA o con placebo) e 229 assumevano glimepiride e metformina (116 con JANUVIA, 113 con placebo). L’endpoint primario era una variazione dell’HBA1C rispetto al basale nell’intera coorte. L’aggiunta di JANUVIA ad una sulfonilurea con o senza la metformina è stata generalmente ben tollerata in questo studio. Una maggiore incidenza di eventi avversi totali (60% vs 47%) e di eventi avversi correlati al farmaco (15% vs 7%) è stata riportata con JANUVIA, rispetto al placebo, nei pazienti trattati con glimepiride con e senza metformina. Queste maggiori percentuali erano in parte correlate alla maggiore incidenza di ipoglicemia con JANUVIA, rispetto al placebo (12% vs 2%, rispettivamente). La maggiore incidenza di ipoglicemia è stata comunemente osservata quando i farmaci antiiperglicemici sono stati usati con sulfoniluree. Dopo 24 settimane, il peso corporeo era aumentato maggiormente con JANUVIA, rispetto al placebo (variazione media dal basale di +0,8 vs –0,4 kg, rispettivamente; p<0,001). “Questi nuovi potenziali utilizzi di sitagliptin come aggiunta ad una sulfonilurea, come aggiunta ad una sulfonilurea più metformina e come terapia iniziale in combinazione con la metformina, se approvati dalla FDA, potrebbero fornire ai medici ulteriori opzioni di trattamento per i pazienti con diabete di tipo 2," ha affermato Mark Kipnes, MD, direttore medico associato, Diabetes and Glandular Research Associates, e professore di Medicina, University of Texas Health Science Center at San Antonio. Come la Merck ha annunciato a febbraio, questi dati sono stati sottoposti all’US Food and Drug Administration (FDA) a supporto delle nuove indicazioni proposte per l’uso di JANUVIA. È stata presentata una sNDA (New Drug Application, i.e. dossier) a supporto di una nuova indicazione proposta per l’uso di JANUVIA, in aggiunta alla dieta ed all’attività fisica, in combinazione con la metformina come terapia iniziale per migliorare il controllo glicemico. L’altra sNDA è stata presentata a supporto delle due nuove indicazioni proposte per l’uso di JANUVIA, in aggiunta alla dieta ed all’attività fisica, come terapia aggiuntiva ad una sulfonilurea quando ogni farmaco da solo non fornisce un controllo glicemico adeguato e come terapia aggiuntiva alla combinazione di una sulfonilurea più metformina quando la doppia terapia non fornisce un controllo glicemico adeguato. La FDA sta esaminando le sNDA per queste indicazioni e la Merck attende le decisioni della FDA per la metà di ottobre. Un’analisi raggruppata di 5141 pazienti ha dimostrato che l’incidenza complessiva degli eventi avversi, l’incidenza degli eventi avversi seri e l’incidenza delle interruzioni della terapia a causa degli eventi avversi sono risultate simili nei gruppi trattati con JANUVIA e nei gruppi non esposti, fino a due anni (Poster n. 534-P) La sicurezza e la tollerabilità di JANUVIA sono state valutate raggruppando i dati provenienti da nove studi di Fase IIB e III completati, inclusi gli studi precedentemente discussi, con una durata compresa fra 24 e 104 settimane e che hanno incluso 5141 pazienti trattati con JANUVIA 100 mg/die (n=2786) o che hanno ricevuto altre terapie (placebo o un farmaco di confronto attivo) (n=2355). Gli studi hanno valutato JANUVIA come monoterapia, come terapia di combinazione iniziale con la metformina, o in aggiunta ad un altro farmaco somministrato per via orale (metformina, pioglitazone, sulfonilurea o sulfonilurea e metformina). JANUVIA 100 mg/die è stato generalmente ben tollerato come monoterapia, come terapia di combinazione iniziale o come terapia aggiuntiva. Per quanto riguarda gli eventi avversi (clinici o di laboratorio), l’incidenza complessiva degli eventi avversi, l’incidenza degli eventi avversi seri e l’incidenza delle interruzioni della terapia a causa degli eventi avversi sono risultate simili nei pazienti trattati con JANUVIA e nei pazienti che hanno ricevuto altre terapie (pazienti trattati con il placebo o con un farmaco di confronto attivo). Gli eventi avversi correlati al farmaco sono stati maggiori nel gruppo non esposto a causa dell’ipoglicemia riportata nei pazienti trattati con sulfonilurea (poiché sono stati inclusi in questa analisi raggruppata gli studi in cui una sulfonilurea era il trattamento nei pazienti non trattati con JANUVIA). Specifici eventi avversi clinici, espressi con un’incidenza ≥1 evento per 100 pazienti-anni di esposizione, nella popolazione trattata con JANUVIA includevano nasofaringite [12 vs 9], ipoglicemia [9 vs 58], aumento della glicemia [5 vs 9], osteoartrosi [2 vs 1], dermatite da contatto [1 vs <1], tremore [1 vs <1], congestione nasale [1 vs <1] e diminuzione della glicemia [1 vs 3] nei pazienti trattati con JANUVIA e non esposti, rispettivamente. Dosaggio di JANUVIA Il dosaggio raccomandato di JANUVIA è di 100 mg in monosomministrazione giornaliera, con o senza cibo, per tutte le indicazioni approvate. Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata o nei pazienti con insufficienza renale lieve (ClCr ≥50 ml/min). Per raggiungere concentrazioni plasmatiche di JANUVIA simili a quelle che si osservano nei pazienti con funzione renale normale, sono raccomandati dosaggi più bassi nei pazienti con insufficienza renale moderata e severa e nei pazienti con ESRD (End Stage Renal Disease, i.e. nefropatia in stadio terminale) che richiedono l’emodialisi. Nei pazienti con insufficienza renale moderata (ClCr da ≥30 a <50 ml/min), il dosaggio di JANUVIA è di 50 mg in monosomministrazione giornaliera. Nei pazienti con insufficienza renale severa (ClCr <30 ml/min) o con ESRD che richiedono l’emodialisi, il dosaggio di JANUVIA è di 25 mg in monosomministrazione giornaliera. Poiché vi è la necessità di un aggiustamento del dosaggio in base alla funzione renale, si raccomanda di valutare la funzione renale prima di iniziare la terapia con JANUVIA e periodicamente in seguito. Avvertenze selezionate per JANUVIA Poiché JANUVIA viene eliminato per via renale, e per raggiungere concentrazioni plasmatiche di JANUVIA simili a quelle che si osservano nei pazienti con normale funzione renale, è raccomandato un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con insufficienza renale moderata e nei pazienti con insufficienza renale severa o con nefropatia in stadio terminale (ESRD) che richiedono l’emodialisi o la dialisi peritoneale. La sicurezza e l’efficacia di JANUVIA nei pazienti pediatrici non sono state stabilite. Non esistono studi adeguati e ben controllati nelle donne in stato di gravidanza. JANUVIA dovrebbe essere usato durante la gravidanza solo se chiaramente necessario. Si deve usare cautela quando JANUVIA viene somministrato a una donna durante l’allattamento. Negli studi clinici, JANUVIA ha dimostrato un’incidenza complessiva di effetti collaterali confrontabile a quella del placebo. Gli effetti collaterali più comuni riportati con JANUVIA (≥5% e maggiori rispetto al placebo) sono risultati congestione nasale o rinorrea e mal di gola, infezioni del tratto respiratorio superiore e cefalea. Il programma di sviluppo clinico per di sitagliptin è in espansione Il programma di sviluppo clinico della Merck per sitagliptin è intenso e continua ad espandersi con 47 studi completati o in corso ed altri 9 studi il cui inizio è programmato per quest’anno. Negli studi clinici condotti dall’Azienda, sono stati arruolati oltre 7600 pazienti e circa 4700 di essi sono stati trattati con sitagliptin. Inoltre, circa 1900 pazienti sono stati trattati con sitagliptin per oltre un anno. La Merck Merck & Co., Inc., Whitehouse Station, NJ, USA, che opera nei Paesi come Merck Sharp & Dohme (MSD), è un’azienda farmaceutica orientata alla ricerca globale il cui primo interesse è il paziente. Fondata nel 1891, Merck scopre, sviluppa, produce e commercializza attualmente vaccini e farmaci per affrontare le necessità cliniche insoddisfatte. L’azienda dedica un notevole impegno per favorire l’accesso ai farmaci attraverso programmi di vasta portata, che non solo devolvono i farmaci della Merck, ma aiutano anche a distribuirli alle persone che ne hanno bisogno. Merck pubblica, inoltre, informazioni sanitarie obiettive come servizio no profit. Per maggiori informazioni, visitate www.merck.com. Forward-Looking Statement della Merck Questo comunicato stampa contiene “forward looking statement” termine definito nel Private Securities Litigation Reform Act del 1995. Queste affermazioni si basano sulle attuali aspettative del management e comportano rischi ed incertezze che possono determinare risultati sostanzialmente differenti da quelli presentati nelle affermazioni. I “forward looking statement” possono comprendere affermazioni riguardo lo sviluppo del prodotto, il potenziale del prodotto o il risultato economico. Nessun “forward looking statement” può essere garantito ed i risultati reali possono essere sostanzialmente differenti da quelli progettati. Merck non si assume l’obbligo di aggiornare pubblicamente alcun “forward looking statement”, a seguito di nuovi dati, eventi futuri o di altra natura. I “forward looking statement” di questo comunicato stampa devono essere valutati insieme a molti altri punti di incertezza che influenzano il business della Merck, in particolare quelli citati nelle dichiarazioni cautelative del Punto 1A del nostro Modulo 10-K per l’anno terminato il 31 dicembre 2006 e nel nostro resoconto periodico sul Modulo 10-Q e sul Modulo 8-K, che vengono allegati alle referenze.